Scarsismo e sarcasmo

Visto che si andrà avanti così per qualche mese, con partite a porte chiuse, microfoni aperti, orecchie spalancate e il quarto uomo in versione comare dietro la persiana a spiare i passanti, l’ufficio complicazioni arbitrali dovrebbe ingegnarsi per mettere nero su bianco le offese che valgono l’ammonizione e quelle che meritano un cartellino rosso. Escludendo la moria di calciatori & co. espulsi per aver sacramentato, nell’ultima giornata a Soriano è bastato un “sei scarso” riferito all’arbitro per prendersi il rosso. Per facilitare il compito delle squadre in campo andrebbe messa in sala mensa una lista di offese punibili, a prescindere dalla permalosità degli arbitri, dal caldo e forse pure dal peso specifico di un calciatore rispetto ad un altro.

Mai dare dosso al tizio col fischietto sulle sue capacità, tanto meno alluderci. Poche possibilità di cavarsela impuniti dicendo “se fischi così non ti dovrebbero far fare manco il vigile sull’isola pedonale”. Potrebbe cogliere eccesso di sarcasmo se il calciatore gli si rivolge con un desueto “voi”. “Siete stato avventato nel decretar tale estrema punizione” sarebbe una frecciatina ben diretta ma non credo che si possa andare oltre l’ammonizione. Espulsione diretta per ogni parolaccia da “coglione” in su e nessun giallo da “sciocco” in giù. “Riprovevole” fa un giallo, “raccapricciante” giallo, “disgustoso” giallo, “rimango basito” occhiataccia ma senza sanzione, “trasecolo” idem, “ma tu guarda questo” invece dipende dall’arbitro. Potrebbe variare tra un sorriso con occhiata da gangster a un giallo tendente arancio tramonto. Evitabili e sanzionabili riferimenti alla vita sessuale, alla cartella clinica dell’arbitro o a “colleghi” come Byron Moreno.

In più si potrebbe finire nel sottile campo dei gusti personali, cosa che manderebbe gli arbitri in un labirinto inestricabile in cui ogni mossa sarebbe sbagliata, con una frase presa pari pari dai campi giovanili. Cioè quando (le offese erano piovute dalle tribune) durante una partita tra ragazzi l’arbitro mise a referto tra le varie ingiurie come “fallito” anche la frase: “sei uno juventino”. Alla società costò 120 euro di multa, ma se detta da un calciatore di A sarebbe tradotta in sanzione? Se “sì” perché? Se “no” perché?

Ci aspettano nuovi mesi di offese, presunte o tali in un duello rusticano che dovrebbe coinvolgere linguisti, filosofi, politici e l’immancabile pubblico da casa. Il tutto moderato da Mughini come in “Sogni d’oro” quando dopo lo sfogo di Nanni Moretti prende parola per sentenziare “la volgarità purtroppo ha trionfato ancora una volta”.

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